martedì 11 gennaio 2011

Il battitore designato nella Mlb - DH


Una delle differenze principali tra la National League e la American League è la regola del battitore designato (DH - Designated Hitter), applicata solamente nello Junior Circuit. Come tutti sanno, il DH è quel giocatore che, pur non essendo impiegato in difesa, è designato a battere in sostituzione dei lanciatore partente e degli altri lanciatori.
Prendiamo il regolamento del baseball e leggiamo alcune norme a riguardo (ho scelto le più comuni, evitando quelle che si applicano in casi particolari).
  • Un Battitore Designato per il lanciatore deve essere indicato prima dell’inizio della partita e deve essere incluso nell’ordine di battuta presentato all’arbitro capo
  • Non è obbligatorio per una squadra designare un battitore per il lanciatore, ma la mancata indicazione prima dell’inizio della partita preclude la possibilità di usare il Battitore Designato.
  • E’ possibile usare un sostituto battitore per il Battitore Designato: il sostituto del Battitore Designato diventa il Battitore Designato. Un Battitore Designato che sia stato sostituito non può rientrare in gioco
  • Il Battitore Designato può essere utilizzato in posizione difensiva continuando a battere nello stesso ordine di battuta, ma il lanciatore deve prendere in battuta il posto del difensore rimpiazzato
  • Un corridore di rilievo può sostituire il Battitore Designato: nel qual caso tale corridore assume il ruolo di Battitore Designato
  • Se il lanciatore batte per il Battitore Designato questo determinerà la cessazione del Battitore Designato per il resto della partita
  • Se un Battitore Designato assume una posizione difensiva, questo spostamento farà cessare il suo ruolo di Battitore Designato per il resto della partita.
Come possiamo rilevare ci sono delle regole sulla sostituzione che, se non applicate, portano alla cessazione del Battitore Designato, obbligando il lanciatore ad andare alla battuta. Fino al 1972, nessuna delle due major league applicava la regola del DH, ma l’anno successivo qualcosa cambiò: i dirigenti dell’American League si accorsero che il junior circuit stava attraversando un periodo di crisi e di scarso interesse da parte degli spettatori; con l’introduzione del DH speravano di accendere l’interesse da parte dei tifosi. (La National League, fondata nel 1876 è chiamata Senior League o Circuit; la American League, fondata nel 1901, è chiamata Junior League o Circuit)
In effetti furono necessarie un paio di stagioni per la completa “assimilazione” del DH, infatti i tecnici ebbero bisogno di qualche anno per poter utilizzare al meglio questo giocatore particolare. Nel 1976 il DH fece il suo debutto alle World Series ma, probabilmente, pochi sanno il sistema utilizzato in quegli anni; innanzi tutto, va ricordato che nella grande finale il fattore campo viene assegnato con il sistema della rotazione, indipendentemente dal bilancio in regular season: fino al 1993 la squadra della National League aveva il fattore campo negli anni pari, mentre la formazione della AL poteva usufruire di questo vantaggio negli anni dispari. (Lo sciopero del 1994 ha sfalsato la rotazione: nelle World Series di quest’anno, 2002 - pari, il fattore del campo è stato assegnato alla squadra della American League).
Nelle World Series degli anni pari (quelle favorevoli alla NL) tutte le eventuali sette partite si sarebbero giocate con la regola del DH, mentre in quelle degli anni dispari (favorevoli alla AL) il lanciatore sarebbe stato obbligato a presentarsi in battuta. (Avete letto bene: non ho fatto confusione!) Questo sistema fu applicato fino al 1985: gara 7 tra Kansas City Royals e St. Louis Cardinals fu l’ultima gara disputata in uno stadio AL, senza la regola del battitore designato. L’anno successivo fu istituita la regola che vige ancora oggi: il DH può essere utilizzato soltanto nelle partite giocate negli stadi AL; nelle World Series di quest’anno, abbiamo visto il DH in gara 1, 2, 6, 7.
Sul Battitore Designato ci sono tantissimi dibattiti e polemiche: alcuni critici sono favorevoli poiché è il lanciatore in battuta è un out automatico; i pitcher sono spesso dei battitori mediocri e tolgono interesse alla contesa. I detrattori (che forse sono in numero superiore) sono invece convinti che l’assenza del DH obblighi il manager a ragionare di più, obbligandolo a pensare alla strategia più efficace: in quelle situazioni, si può intuire la bravura tecnica e tattica degli allenatori.
di Stefano Quaino www.geocities.com/koufax75

sabato 8 gennaio 2011

Il decalogo difensivo

da "Enciclopedia del Baseball" di Giorgio Gandolfi e Ezio di Gesù


GIOCA IL BATTITORE – Conosci le caratteristiche del battitore, tipo e zona del lancio, cerca di essere in movimento al momento dello swing.
ASPETTATI CHE OGNI GIOCO sia diretto a te; conosci la velocità del battitore e dei corridori, fai sempre un eliminato.
USA IL GIANTO IN MODO APPROPRIATO cattura la palla sempre nel giusto modo e seguila fino a quando non entra nel guanto stesso
NON RILASSARTI SULL’ERRORE raggiungi la palla e stai pronto per il gioco successivo. I compagni andranno sulla base o copriranno la stessa.
NELLA SITUAZIONE DI SMORZATA fai un eliminato in una base qualsiasi; cioè non intestardirti troppo sul corridore più avanzato per poi non eliminare nessuno.
MANTIENI SEMPRE LA CONDIZIONE DA DOPPIO GIOCO non facendo questo gli avversari eserciteranno una notevole pressione su di noi e per loro sarà molto più facile segnare.
ESEGUI TAGLI E RILANCI è quello che fa la differenza tra una buona ed una squadra mediocre. Troppe volte gli esterni tirano alla base sbagliata od in modo sbagliato.
USA LA VOCE ogni qualvolta lo ritieni opportuno, tra l’altro si spende uguale urlare forte e due volte.
RAPIDO, MA NON ANTICIPARE TROPPO cioè esegui giochi possibilmente quando sei bilanciato, con perfetta padronanza dei movimenti, ma il più rapidamente possibile

venerdì 7 gennaio 2011

Si parla di noi ...

da Baseball.it del 07/01/2011
Marco Sabbatani in arrivo alla Fortitudo
di Maurizio Roveri


Il ventunenne catcher del Godo (37 partite da titolare nella regular season 2010 in IBL1) va a rimpiazzare Reginato come cambio di Pablo Angrisano dietro il piatto di casabase
 

Marco Sabbatani con la maglia azzurra © FIBS
La trattativa, avviata da tempo, è in via di definizione fra il Godo (che probabilmente ce la farà a "sopportare" economicamente un'altra stagione di IBL1) e la Fortitudo Bologna. L'accordo con il giocatore c'è già. E dunque si presume che nei prossimi giorni verrà annunciato ufficialmente il passaggio di Marco Sabbatani dal Club ravennate alla Società bolognese campione d'Europa. Sicuramente una buona operazione di mercato da parte del general manager fortitudino Christian Mura. Trovatosi scoperto, nel ruolo di secondo catcher, dalla partenza di Mattia Reginato (che ha preferito San Marino), Mura porta a Bologna un altro prospetto molto interessante. Marco Sabbatani è un "ex" della Accademia di Tirrenia, proprio come Reginato, nei confronti del quale ha un anno in più.
Sabbatani, nato il 13 aprile 1989, è un prodotto del farm system dei Goti. Ed è appunto con il Godo che ha cominciato a giocare, facendo parte (appena sedicenne) del roster del Godo in serie A2 nel 2005. Successivamente ha indossato per tre anni la divisa dell'Italmet Marina Waves, partecipando alla galoppata della squadra di Marina di Ravenna dalla serie B fino alla A2. L'esperienza all'Accademia FIBS di Tirrenia lo ha portato in Toscana, dove ha disputato il campionato di A2 2009 con il So.ge.se. Livorno. Il Godo se lo è riportato a casa e nella stagione scorsa gli ha affidato la titolarità di un ruolo delicato, importante e impegnativo come quello di catcher. Titolare nella massima serie. In IBL1, nel 2010, Sabbatani è stato fra i giocatori maggiormente utilizzati dal manager Steven Weidner. Trentasette partite giocate (sempre fin dall'inizio) sulle quarantadue dell'intera regular season. E un lavoro difensivo da considerare sicuramente eccellente per un ventunenne al suo primo campionato in IBL First Division: 978 di "fld%", con 186 potouts, 33 assistenze, soltanto 5 errori.
Quel che piace maggiormente di Marco Sabbatani dietro al piatto di casabase è la lucidità. Catcher intelligente, tecnicamente bene impostato e preciso, anche molto agile. Braccio abbastanza potente e buoni riflessi: 14 i corridori "colti rubando" nel 2009 in A2 e 9 nella regular season 2010, ma... ovviamente nella massima serie (considerando la notevole differenza di qualità fra i due campionati) ha dovuto concedere 27 basi rubate. Marco Sabbatani sarà il backup di Juan Pablo Angrisano, catcher numero uno della Italian Baseball League e inserito nella squadra All Star della recente Coppa Intercontinentale dove la Nazionale italiana ha conquistato una storica medaglia di bronzo. Con Angrisano e Sabbatani la Fortitudo Bologna proporrà, presumibilmente, la miglior coppia di ricevitori della IBL 2011. A Sabbatani verrà affidata certamente una partita da titolare - dietro il piatto - in ogni trittico di campionato. E un'altra come battitore designato. Nel box di battuta, in realtà, il ragazzo ravennate appare un po' più indietro rispetto all'aspetto difensivo. Tuttavia è in crescita, ha la caratteristica d'essere swich hitter, può diventare - acquisendo la giusta esperienza - un buon battitore di contatto.
L'arrivo di Sabbatani in Fortitudo va ad aggiungersi a quelli del lanciatore "asi" italoamericano Mark Langone (proveniente dal Codogno, finalista nella A Federale 2010) e di Massimiliano Sartori l'affidabile interno che arriva dal Baseball Team Ponte di Piave (serie A Federale) e che in precedenza ha giocato nella IBL con i Rangers Redipuglia nella stagione 2008 (403 di slugging). Sartori è un prodotto del vivaio del Blue Fioi Ponzano, una società che da anni è molto attiva nel baseball giovanile (da lì sono usciti anche Matteo Tonellato e Andrea Lucati).
Capitolo stranieri. Manager Marco Nanni ha necessità di aggiungere consistenza ad un line-up che già andava rinforzato e che, nel frattempo, ha perso Jairo Ramos. Chiaro che occorrono due mazze di notevole spessore: un cleanup (assolutamente) e un battitore di media. Da inserire negli spot numero 3 e 4 dell'ordine di battuta. Presumibilmente saranno due esterni.
Per quanto riguarda il monte di lancio, riconfermato "l'intoccabile" Jesus Matos, ci sarà da valutare la situazione-Moreno. Decisione delicata. Victor Moreno, l'eroe del Montjuic per quel decimo inning che portò Bologna sul tetto d'Europa il 26 settembre a Barcellona, sta lanciando forte nella Liga Venezolana Professional (2.09 di ERA in 43.2 riprese lanciate, come rilievo). Le sue prestazioni in questi mesi con Tigres de Aragua sono state di tale qualità da convincere una franchigia di Major League come i Detroit Tigers a sottoporgli un contratto di Minor League. Victor Moreno in febbraio farà parte dello spring training dei Tigers. Poi sarà destinato al Triplo A, e si riaccenderà per questo pitcher venezuelano non più giovanissimo il suggestivo sogno di arrivare in Grande Lega. Victor ha già alle spalle una sostanziosa gavetta in Doppio e in Triplo. Una carriera apprezzabile nelle Minors. Tuttavia, l'occasione della vita non s'è mai presentata. Sarebbe una favola, arrivarci adesso, in MLB. A 32 anni. Quando forse non ci pensava più. Chiaro che Victor Moreno ci prova. Non poteva non accettare questa proposta di Detroit. Sa che è difficile, ma è l'ultima chance. Ne vale la pena. Bologna perde così il suo magico rilievo, l'uomo-sicurezza che chiudeva (alla grande) le partite di Jesus Matos. Lo perde momentaneamente. Lo potrà ritrovare, se - ad un certo punto della stagione - il tentativo "americano" di Moreno s'interrompesse. Qualora cioè l'Organizzazione dei Detroit Tigers decidesse di "rilasciarlo", lui sarebbe libero di tornare a Bologna. Ma... ma il tempo stringe. Il regolamento della Federazione Italiana prevede che entro il 31 gennaio le Società di IBL debbano indicare i nomi degli stranieri (della stagione scorsa) da confermare. Poiché i giocatori che non verranno riconfermati, saranno considerati liberi. Liberi di accasarsi altrove. Fortitudo e Moreno sono legati da un buon feeling. Moreno è affezionato al Club felsineo, che è pronto ad accontentarlo dal punto di vista economico.
Dunque: se Bologna sceglie di inserire l'esperto lanciatore venezuelano nel roster 2011, che cosa può accadere? Ecco le ipotesi. 1) se Moreno viene "tagliato" dai Detroit Tigers e decide di tornare in Italia, potrà giocare soltanto per la Fortitudo. 2) però... entro il termine del girone d'andata (fine maggio) lui - per regolamento - deve fare almeno una presenza nel campionato italiano. Se Victor Moreno dovesse essere "rilasciato" dai Detroit Tigers dopo quella data, cioè da giugno in poi, la Fortitudo non avrebbe più la possibilità di utilizzarlo. E perderebbe così uno dei quattro "visti" per i giocatori stranieri. 3) ovviamente nel caso (quello più gradito a Moreno) che questa nuova attraente esperienza americana si protraesse per l'intera stagione, Bologna non potrebbe contare su colui che è stato in questi anni il miglior rilievo straniero della IBL.
Aspettarlo o no? Interrogativo inquietante. Scelta delicatissima. Fortitudo davanti a un bivio. Ad un campione come Victor Moreno non si può rinunciare a cuor leggero. Al tempo stesso, confermarlo e inserirlo nel roster 2011 (che significherebbe anche "proteggerlo" da eventuali lusinghe di altri Club italiani) rappresenta tuttavia un rischio. C'è il rischio - anche abbastanza sostanzioso - di "giocarsi" un visto. Cioè di perdere uno straniero. Che fare, allora? Non pensare più a Moreno e andare a cercare un pitcher di rilievo altrettanto forte? Fosse così semplice... Già è difficile trovarne un altro di tale valore. O forse si potrebbe trovare anche di meglio: però quanto verrebbe a costare?
L'idea della Fortitudo, in questo momento, sembra essere quella di ingaggiare un decoroso pitcher oriundo (o comunitario) come rilievo per "gara2": le partite di Cody Cillo. Spostando l'affidabile Yulman Ribeiro (anche lui attualmente buon interprete nella winter league venezuelana) a chiudere "gara1": le partite di Jesus Matos. Va considerato inoltre che, in caso di necessità, Marco Nanni potrebbe sempre contare sulla disponibilità di René Mazzocchi, il giovane interessante lanciatore oriundo che la Fortitudo ha parcheggiato al Castenaso.
Questa eventuale strategia consentirebbe alla Società bolognese di avere un monte di lancio comunque ben "coperto", aspettando un eventuale ritorno di Victor Moreno. Prima di fine maggio...

La filosofia del gioco

 da "Enciclopedia del Baseball" di Giorgio Gandolfi e Ezio di Gesù

RAPPORTI CON GLI ARBITRI
Di Giulio Montanini
RICORDATI – Un Buon giocatore è quello che non protesta mai. Un buon arbitro conosce questo e quindi accetta un’eventuale protesta. Non protestare sui giudizi arbitrali, appellati a errate interpretazioni del regolamento.
Normalmente un battitore SI LAMENTA sul lancio che ha difficoltà a battere
Quando sei in battuta e prendi un lancio vicino al piatto MAI voltarti verso l’arbitro: ti costerebbe uno strike, comportati come se fosse un chiaro ball
Agli arbitri non piacciono i battitori che tirano linee con la mazza, svengono ad ogni chiamata, sbuffano, lanciano la mazza … ecc, MAI voltarti verso l’arbitro nemmeno per salutarlo. Gesticolare ti crea solo problemi; sii cortese ma deciso. Se devi protestare fallo nel dovuto modo, fagli notare tranquillamente quella che potrebbe essere un interferenza del ricevitore, un lancio illegale, un rilancio immediato … ecc.  EVITA sempre la guerra privata con un arbitro: tu non puoi vincere e la tua squadra può perdere. Informa il tuo allenatore di ogni errore arbitrale (chiamate)
RICORDATI nulla può succedere quando la palla è morta, quindi prima di tutto rimettila in gioco:deve ritornare al lanciatore in pedana. UN LANCIO elimina ogni possibilità di gioco d’appello.
PUOI fare gioco d’appello: non aspettarti nessun aiuto dagli arbitri
  1. Lasciare le basi in anticipo
  2. Dimenticarsi di toccare una base
  3. Battere fuori turno
METTI LA PALLA IN GIOCO E FAI APPELLO PRIMA DEL LANCIO SUCCESSIVO
DEVI chiedere tempo prima di uscire dal box di battuta, come lanciatore mai interrompere il tuo caricamento, continua ed effettua il lancio
RICORDATI: molti arbitri usano segnali tra di loro. Se fermi la tua sventagliata e l’arbitro chiama strike chiede di consultare il suo collega; l’inverso quando sei in difesa. Se non lo fanno non preoccuparti, ti può venir buona la volta successiva.
CONOSCI il tuo arbitro. Fare girare la palla dopo un terzo strike chiuso può andare bene per alcuni e non per altri e ricordati che può ripercuotersi su di te.
Mai toccare un corridore due volte. Mai tornare indietro. Tocca e poi fai girare la palla.
MAI  aspettare la chiamata arbitrale in un gioco chiuso: vai in prima se battitore, grida “bel gioco” se in difesa.
NON SEI UN ARBITRO, E’ GIA’ ABBASTANZ DIFFICILE GIOCARE. Non prendere nulla per certo; non pensare che fosse foul e quindi non correre.
MAI lasciare una base prima che ti vena imposto dall’arbitro, l’arbitro non gli avversari che così ti coglierebbero fuori base. Puoi mancare il terzo strike, ma anche il ricevitore può mancarlo. Stai, sulla base anche se sei eliminatori 10 metri il difensore può aver perso la palla o non aver toccato la base; MAI ELIMINARTI DA SOLO, SOLO L’ARBITRO PUO’ FARLO.
Generalmente l’arbitro sta chiamando così bene come tu stai giocando, per cui nessuna scusa.
In un gioco chiuso un buon arbitro ti elimina se non scivoli, chiama salvo il tuo avversario se lo tocchi in modo sbagliato: fondamentalmente la sua decisione è a tuo sfavore quando non ti comporti nel modo giusto. Non ti darà mai il beneficio del dubbio. Impara che non puoi battere con la mazza sulle spalle. Se l’arbitro chiama strike bassi, è meglio girarli, lui non cambierà, quindi è meglio lo faccia tu.
Gli arbitri possono cambiare giudizio o decisione quando sono fuori posizione o quando viene dimostrato l’errore o IL LANCIO SUCCESSIVO.
Gli arbitri sono esseri umani come te. Perché protestare quando ti trovi 10 punti sopra o 10 punti sotto?

mercoledì 5 gennaio 2011

In giro per stadi ...

Cellular Field - Chicago

martedì 4 gennaio 2011

50 sistemi per perdere una partita

 da "Enciclopedia del Baseball" di Giorgio Gandolfi e Ezio di Gesù
  1. Incapacità difensiva da parte dei lanciatori
  2. Non sapersi sacrificare
  3. Esterni che non coprono sulle volate alte agli interni
  4. Esterni che tirano alla base sbagliata, permettendo così ai corridori di avanzare in posizione punto (2° base)
  5. Ricevitore che non blocca i lanci fuori dall'area dello strike
  6. Lanciatori o battitori deboli in genere passati in base per ball
  7. Esterni che non chiamano forte e chiaro sulle volate alte
  8. Correre sulle basi senza tener conto del punteggio
  9. Correre sulle basi senza tener conto del corridore che ci precede
  10. Lanciatori che non effettuano adeguate coperture
  11. Esterni che non caricano le palle rimbalzanti
  12. Dimenticarsi di guardare il suggeritore quando si corre dalla prima alla terza base con il gioco alle spalle
  13. Cercare di correre dalla seconda alla terza base su di una palla battuta nel lato sinistro del diamante
  14. Battere il primo lancio dopo una base per balls
  15. Dimenticarsi di coprire gli altri esterni 
  16. Lanciatori che diventano timorosi od insicuri sul punteggio di 0 - 2 sul battitore
  17. Mancanza di condizione fisica e di mantenimento della stessa
  18. Lanciatore che effettua il caricamento completo sul conteggio di 3 - 2 basi piene e due eliminati
  19. Battitore che con due strikes a carico tenta di indovinare il lancio
  20. Guadare la palla mentre si corre in prima base
  21. Ricevitori che non chiamano il gioco in modo appropriato
  22. Giocatori che non lavorano nei propri punti deboli 
  23. Cercare il fuoricampo quando una valida basterebbe per vincere la partita
  24. Effettuare un inutile tiro dopo aver sbagliato una presa
  25. Lanciatori che non coprono su palle battute alla loro sinistra
  26. Non scivolare nel tentativo di rompere il doppio gioco
  27. Corridore di terza base che non torna immediatamente sul cuscino su di una volata
  28. Non guardare i segnali
  29. Il battiture successivo che non aiuta il corridore che sta arrivando a casa base
  30. Non conoscere le regole
  31. Mancanza di controllo dell'intensità e della direzione del vento da parte dei giocatori
  32. Non anticipare la giocata
  33. Esterni che non prendono le volate alte dalla parte del tiro quando vi sono corridori sulle basi
  34. Non scivolare nei giochi chiusi
  35. Non essere nella giusta posizione nei tagli
  36. Non dare il 100% in ogni situazione; ricordarsi che indipendentemente dal vostro comportamento gli avversari lo fanno sempre
  37. Interni che non chiamano forte e chiaro su volate alte in diamante
  38. Diventare l'avvocato dello spogliatoio 
  39. Esterni che cercano di prendere il corridore più avanzato dopo una palla palleggiata
  40. Non avere cura del proprio equipaggiamento
  41. Mancanza, da parte della panchina, di aiutare i compagni in un gioco in prossimità della stessa
  42. Non informare l'allenatore tempestivamente di eventuali infortuni
  43. Girare con troppa violenza nella giocata di batti e corri
  44. Passare in base l'ottavo o nono in battuta 
  45. Essere colti fuori base quando, la tua squadra è indietro nel punteggio
  46. Lanciare alto con corridori in posizione punto
  47. Non conoscere il punteggio
  48. Permettere agli arbitri ed agli avversi di infastidire il tuo gioco
  49. Esterni che giocano troppo profondi con il punto della vittoria in base
  50. Non considerare e rispettare i propri avversari

domenica 2 gennaio 2011

I dieci Comandamenti del Manager

 da "Enciclopedia del Baseball" di Giorgio Gandolfi e Ezio di Gesù
  1. Controlla il tuo linguaggio: le parole sono come un eco o un boomerang, non solo continuano a ripetersi, ma molto frequentemente ritornano alla persona da cui sono partite.
  2. Controlla il tuo temperamento, mantieni sempre la calma, nessuno vuole diversamente. Fondamentalmente questo è uno dei migliori barometri del tuoi stato.
  3. Controlla la tua sportività. Lavorando a costruire atleti e uomini sono molte più le cose che si imparano che quelle che si insegnano.
  4. controlla le tue attività. Per alcuni ragazzi e ragazze tu sei il loro solo esempio di eroe. Non deluderti comportandoti male.
  5. Ricordati sempre anche delle persone che per te hanno meno importanza: coloro che vengono per ultimi, lentamente. Coloro che ti guardano con un occhio pieno di speranza e aspettano tranquillamente che un giorno tu li scelga per giocare nella tua squadra.
  6. Sii giusto e sincero con tutti, volenteroso e pronto a scusarti qualora avrai detto qualcosa di sbagliato a qualcuno.
  7. La tua salute, il modo di apparire, di vestire, di comportarti ogni giorno, sono i soli manuali che le persone leggono di te: scrivi ogni capitolo con grande cura ed amore.
  8. Nel trattare con gli altri, chiunque essi siano, sii giusto e pronto a comprendere, onesto ma fermo sulla disciplina, sii sollecito considerando a volte anche il disappunto altrui.
  9. Siediti e verificati regolarmente, non riguardo ai tuoi problemi o ai tuoi pregiudizi, ma riguardo alle tue attitudini e motivazioni ricordando che il più grande regalo che hai ricevuto è quello di poter costruire uomini.
  10. Ricorda sempre di pregare, prima di una decisione, prima di svolgere un compito. E' una fortificazione che significa molto più che non maledire Dio per cose che sono successe.